Via Crucis

(Da Ex-News 03-2020)

Ormai da marzo le visite all’Aloisianum di Gallarate sono state interrotte, e sono quindi mesi che non possiamo incontrare personalmente i nostri padri Gesuiti che lì hanno dimora.
Grazie a Luigi Gregotti il nostro pensiero vola a Gallarate a Fratel Stella, nel ricordare un viaggio in Terra Santa da lui guidato. Con Luigi, noi tutti l’abbracciamo, Fratel Stella, in questo suo momento di Via Crucis, con grandissimo affetto.


Il viaggio stava per concludersi, ma prima di riprendere a Tel Aviv il volo per I’Italia, mancava l’ultima tappa a Gerusalemme.

Avevamo visitato Cesarea, Nazareth, Betlemme, le fonti del Giordano, il lago di Tiberiade, il deserto, il Mar Morto, Masada, Qumran, l’oasi di Engheddi, il monte Tabor, il monte delle Beatitudini e molto altro ancora.

Gli occhi e la mente pieni di immagini, di ricordi, di riflessioni, di scoperte, di preghiere. Tutto gestito alla perfezione dal nostro instancabile e impareggiabile Fratel Gianni Stella S.I.

A Gerusalemme ci aspettano il Cenacolo, la Piscina Probatica, il Muro del Pianto, l’Orto degli Ulivi – e il Getsemani, dove ci fermiamo a pregare prima di salire verso la porta dei Leoni e iniziare la via verso il Calvario.

Dovremmo quindi essere preparati, ma subito il cammino si fa arduo, e non perché l’ingresso alla porta sia in salita: stiamo veramente entrando, o meglio sprofondando, nella Passione.

Iniziamo la Via Crucis.

A turno uno di noi legge il testo della sosta, la stazione. Nessuno più parla, solo ascolto e preghiera, anche se attorno il traffico quotidiano del mercato, delle bancarelle, della questua, è senza sosta. Entriamo nel Pretorio. Sotto ai miei piedi, inciso nella pietra del selciato, il gioco dei dadi, il Litostrato.

Come duemila anni fa, come ieri, come oggi, i pretoriani, gettarono, tutti noi gettiamo le sorti. Subito dopo l’arco dell’Ecce Homo. L’immersione nella Passione si fa sempre più profonda.

Nona stazione: Gesù cade per la terza volta. Fratel Stella si avvicina a me: “Leggi tu”.

In quel punto la strada gira a destra, sull’angolo della via un bar con i tavoli al sole. Due turiste nordiche, in tenuta da spiaggia, sedute al tavolo, bevono birra.

Inizio la lettura, cerco di leggere ad alta voce per farmi udire dal nostro gruppo ma, per la emozione, ne esce un sussurro, un sospiro.

Le due giovani nordiche, che seguivano divertite la scena, smettono di bere e si mettono a ridere.

Non ho provato alcun risentimento nel sentirmi deriso, era proprio quello che ancora mancava per farmi precipitare, immergere nella Via Crucis. Tutto il superfluo scompare: il bar, le nordiche in tenuta da spiaggia, le birre, il mercato, resta solo la Via Crucis, cinque stazioni e poi il Santo Sepolcro.

Ancora una volta la perfetta organizzazione di Fratel Stella! Grazie Fratel Stella. (Ma come hai fatto a programmare anche la derisione delle turiste nordiche?).

Grazie anche di tutto il tempo che ci hai dedicato, il tempo speso alla preparazione degli incontri di Preghiera e di Catechesi con noi e con i nostri figli, i battesimi, i matrimoni, i pellegrinaggi e le agapi fraterne nelle nostre case.In questi giorni bui anche tu stai percorrendo la tua Via Crucis, ma non sei solo, noi tutti, come ci hai insegnato, leggiamo ad alta voce le stazioni con te, ed in fondo alla Via vediamo la Pasqua, oggi come allora, a Gerusalemme.

Luigi Gregotti
Ex-Alunno maturità classica 1964