Privacy ed evoluzione del pensiero

(fonte: Ex-News 01-2018)

Siamo portati a pensare che la privacy, intesa come tutela della riservatezza dei dati personali, sia un paravento dietro al quale nascondere soltanto vizi e opinioni politicamente poco corrette. Questa idea così sbagliata è frutto di una carenza culturale e di una normativa praticamente inapplicabile. Se non ho niente da nascondere, a cosa mi serve la privacy? Non è così, soprattutto quando la conoscenza della nostra persona condiziona le proposte che riceviamo dall’ambiente esterno attraverso la rete o altri canali commerciali, culturali o semplicemente d’opinione. Infatti se scriviamo su facebook che siamo appassionati di coltelli o facciamo con google una ricerca in argomento è molto probabile che da quel momento in poi ci vengano trasmessi messaggi pubblicitari (in svariati modi) correlati all’affascinante universo delle lame.

Questo esempio ci dovrebbe far capire come la condivisione dei nostri gusti consente agli operatori esterni di proporti soltanto ciò che ha la maggior possibilità di piacerti. Ma se mi vengono proposte in continuazione esperienze simili a ciò che già mi piace, come farò a conoscere cose nuove? Come farà la mia capacità di critica a svilupparsi? E il mio pensiero? Resterà sclerotizzato su quattro cose per tutta la vita?

Fino a quando questo meccanismo si applica alle scelte d’acquisto di un prodotto d’abbigliamento o ad un accessorio il rischio che corriamo è l’omologazione modaiola.

Ciò che mi fa più riflettere è, invece, l’omologazione delle idee che si formano nelle persone attraverso l’invio di messaggi conformi alle aspettative di chi deve riceverli e finalizzati a muovere le “categorie” di persone. In buona sostanza, sempre con un esempio, se devo far muovere un orso in una certa direzione dovrò fargli vedere il miele proprio da quella parte.

In conclusione, quindi, curare la propria privacy è un atto di garanzia per la propria libertà.

Libertà di essere trattati da chiunque senza pregiudizi rispetto alle nostre opinioni o ai nostri orientamenti, prima di tutto, e libertà di poter scegliere volta per volta, anche a costo di mettere in discussione i nostri gusti di sempre davanti ad una bella novità!

Massimiliano Cattano