Tre domande a… Gianluigi Manca

Tre domande a… Gianluigi Manca
Psichiatra, Psicoanalista, padre di famiglia ed Ex-Alunno

Qual è il ricordo più forte che hai degli anni trascorsi tra i banchi del Leone XIII?

Liceo Scientifico, prima metà degli anni ‘70. In quegli anni c’era un grande fermento politico e ideologico che già stava precipitando verso l’abisso della violenza terroristica. Al Leone non eravamo in una torre d’avorio come forse eravamo vissuti dai coetanei dei licei pubblici. Anche noi vivevamo intensamente ciò che stava accadendo in quegli anni. Nelle lezioni di filosofia del carissimo e compianto Padre Pirola nascevano lunghi e appassionati dibattiti. Ne ero molto coinvolto e un mio rimpianto è di non aver avuto l’occasione di ritrovarlo da adulto, per scusarmi di essermi fatto trascinare, a volte, da uno spirito giovanile polemico e ringraziarlo per averci aiutato a far funzionare cervello e spirito.

Cosa porti nella tua professione degli insegnamenti ricevuti al Leone XIII?

Come psicoanalista, ma anche in clinica psichiatrica, ritrovo pienamente alcuni fondamenti della mia formazione. Praticare una medicina “dal volto umano” che ponga il paziente “al centro”, non mi stanco di ripeterlo, è un modo semplice ma efficacissimo per essere Cristiani nel mondo delle professioni sanitarie di cura. In Psicanalisi, ma anche in Psichiatria, per cominciare a lavorare, il paziente deve sentirsi capito, ascoltato, supportato e accolto e tutto questo è molto Cristiano. A mio avviso se il paziente si sente così, metà del lavoro è già fatto: “il resto è tecnica”.

Coordini le attività del gruppo medici Ex-Alunni: cosa significa per te essere membro attivo dell’Associazione?

Ho avuto la fortuna di trovare un’Associazione estremamente attiva con colleghi medici Ex-Alunni con tanta voglia di fare e questo mi ha aiutato tantissimo a essere più vicino alla fede e a dare un senso più profondo anche alla mia professione, oltre che alla mia vita. Ho capito che la fede non è qualcosa di astratto: molti valori cristiani sono utilissimi sia nella vita che nella professione; anche in senso tecnico: l’approccio Cristiano, un ascolto emotivo empatico, “dà un senso” e diventa veramente uno strumento clinico.