Intervento di Padre Ceroni – 7 giugno 2013

Da Ex-News 04-2020, colmi d’affetto, vi riproponiamo il significativo intervento di Padre Uberto Ceroni del 7 giugno 2013, all’incontro di Papa Francesco con le scuole gestite dai Gesuiti in Italia e Albania.

(Leggi Ex-News 04-2020 cliccando qui)


L’intervento di Padre Ceroni

Andrea Sarubbi – giornalista e Ex-Alunno dell’Istituto Massimo di Roma – introduce Padre Uberto Ceroni S.I.

Restiamo a Milano perché qui abbiamo una colonna della città di Milano! Una colonna non solo del Leone XIII, ma di tutta la città di Milano.

Padre Uberto Ceroni, Gesuita, 90 anni, psicologo, ha battezzato, educato, sposato tre generazioni di Milanesi e quest’anno ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro, a Milano, che è il premio più importante che si dà a Milano.

Perché l’ha ricevuto? Per la sua “straordinaria capacità di dialogo con tutti, credenti e non credenti, unita alla sua apertura alle istanze più avanzate del mondo contemporaneo” (cfr. articolo): in sostanza hanno detto che Padre Uberto è un ragazzino! Padre Uberto, grazie per essere venuto.

Intervento di Padre Uberto Ceroni S.I.

Allora sentite un po’ ragazzi: avete sentito tanta gente giovane, adesso avete qui il più vecchio dei collegi di Italia!

Allora, essendo il più vecchio dei collegi di Italia, vi devo dire che il vostro pubblico mi diverte un mondo.

E’ stare assieme da varie regioni, con situazioni diverse, con difficoltà diverse, e con sfumature culturali diverse. Perché – state tranquilli – i Siciliani non sono uguali ai Milanesi, e i Milanesi non sono uguali ai Siciliani… ma siamo tutti bravi, belli e buoni!

Applauso

Allora, vediamo un po’, siamo tutti assieme a far che cosa? Attenzione! Siamo qui – e non stupitevi della frase che sto per dire – per andare ad una fontana di acqua fresca, alla sorgente bellissima e terrena di ogni spirito di Chiesa, di ogni spirito Cristiano.

Vi rendete conto che bello? Che noi siamo qui ad un’ispirazione Cristiana e – attenti alla parolaccia! – Ignaziana che talvolta o molto spesso noi dimentichiamo di avere, e trascuriamo.

Mi pare di esser in un sogno, è un sogno che tutti noi dobbiamo portare nel nostro lavoro educativo. E qui cito un nome.

Il Padre Arrupe parlava sempre di questo sogno che era formare “uomini e donne con gli altri e per gli altri”. Quante volte padre Arrupe parlando agli Ex-Alunni diceva: “ricordatevi che dovete continuare a formarvi con lo spirito che avete ricevuto per essere uomini e donne con gli altri e per gli altri”

Attenti!

Con gli altri” cosa vuol dire: non applaudire qui perché siamo contenti, ma una volta che siamo fuori di qui, avere il coraggio di vivere in un mondo diverso dal nostro, che cambia sempre e non è sempre d’accordo con noi.

Per gli altri“: è un mondo che va amato, che va avvicinato con amore e comprensione.

Questi due concetti sono stati espressi varie volte da Papa Francesco. Quante volte ha detto che non c’è Chiesa se la Chiesa non sa andare con gli altri e non sa amare come si deve

Già, cosa ci dirà il papa oggi?

Penso che ci farà sentire un nuovo entusiasmo, un fervore più grande, per darci al rapporto educativo. Forse anche con la spinta ad un po’ di esame di coscienza, per migliorare la nostra missione.

Ed ora la nostra attesa continua gioiosa, continua con il sorriso, continua con l’applauso, continua con gli abbracci di pace che ci diamo, per poter dopo formare un’umanità che sia veramente più giusta e più profonda nell’amore. Amen un abbraccio a tutti

Applauso

Andrea Sarubbi con Padre Uberto Ceroni S.I.