Per non dimenticare

(fonte: Tuttoleone 01-2018)

Un giorno i nostri insegnanti sono entrati in classe e ci hanno detto: “Ragazzi di quarta… siete pronti per organizzare un evento a cui parteciperanno il Rettore, il Direttore e tutti i vostri amici della scuola primaria?” L’entusiasmo iniziale di alcuni si è scontrato con la consapevolezza di altri riguardo la difficoltà del compito, che nel linguaggio degli “addetti ai lavori” prende il nome di “Compito di realtà”.

Ci hanno poi spiegato che avremmo organizzato una mostra al terzo piano in occasione della Giornata della Memoria. Come prima cosa l’insegnante di Religione ci ha fatto vedere un video, un cartone animato. Non era proprio come quelli che ci sono solitamente alla tv! Lo scopo era farci riflettere su un evento molto triste avvenuto quando i nostri nonni erano bambini: la persecuzione del popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ci siamo subito immedesimati in quel piccolo bambino, che un brutto giorno ha visto la sua vita cambiare inesorabilmente. I suoi giochi all’aria aperta con l’aeroplanino di carta sono diventati per lui il ricordo di qualcosa perso per sempre. Ma come tutti i bambini non ha mai smesso di sognare: la libertà e un mondo dove non esistevano la guerra e la paura!

Abbiamo poi letto alcune testimonianze di chi ha vissuto quella tragedia in prima persona. Alcuni erano ragazzini della nostra età o poco più grandi. Abbiamo capito che, per quanto doloroso sia ricordare fatti del genere, è necessario che nessuno dimentichi ciò che è avvenuto nel passato e che non deve più accadere!

Così ci siamo messi subito al lavoro! Come prima cosa ci siamo divisi i compiti: chi ha preparato gli inviti, utilizzando gli iPad, chi li ha consegnati a tutti gli invitati, chi ha inventato una storia semplice, partendo dalle immagini del video in modo che anche i compagni più piccoli potessero rivivere quel brutto momento della Storia nel modo più delicato possibile, chi ha scritto in stampatello maiuscolo le brevi didascalie che accompagnavano le immagini, chi ha realizzato piccole stelle da regalare a tutti i partecipanti, su cui abbiamo scritto brevi frasi sul rispetto dell’altro, della diversità e della vita.

Infine abbiamo allestito la mostra davanti alla cappella del terzo piano, dividendola in tre sezioni: “Per non dimenticare” con la storia di Peter (così abbiamo chiamato il nostro protagonista), “Per riflettere”
con poesie e frasi tratte da scritti di Primo Levi, Anna Frank, Elisa Springer, “Per un futuro migliore” con grandi stelle su cui erano riportate le stesse frasi delle stelline più piccole.

Venerdì 26 gennaio, un giorno prima rispetto a quello stabilito a livello nazionale, tutto era pronto.

Le insegnanti delle diverse classi hanno proposto lo stesso video da cui noi siamo partiti e poi, tutti in fila, in silenzio e con un lumino acceso ci siamo diretti davanti alla cappella per un momento di riflessione.

Lì abbiamo trovato alcuni ragazzi del liceo, che hanno voluto condividere con noi quel momento. Ci è sembrato molto bello, perché ci siamo accorti che grandi e piccini sono impegnati a costruire un mondo
migliore con una mente, un cuore e una volontà in continua costruzione. Che emozione!

Abbiamo appoggiato i nostri lumini davanti ai pannelli della mostra e poi Fabrizio ha letto un breve testo scritto da Martin Luther King. Queste le sue parole:

“Io ho un sogno.
Io sogno che un giorno gli uomini
si solleveranno e capiranno
che sono fatti per vivere da fratelli.
Sogno che un giorno
le nazioni non si scaglieranno più
le une contro le altre e non progetteranno
più la guerra.
Sarà un giorno meraviglioso quello!
Le stelle del mattino canteranno insieme
e i figli di Dio grideranno di gioia!”

Alla fine, sempre in silenzio, siamo ritornati nelle nostre classi con in mano la stellina… per non dimenticare il passato, consapevoli però che ciascuno di noi è chiamato, nel suo piccolo, a creare un mondo migliore!

Gli alunni delle classi quarte