Tre domande a… Marianna Baroli

Tre domande a… Marianna Baroli
Giornalista del quotidiano Libero ed Ex-Alunna

Quanto hai capito di voler fare questo lavoro?

La prima volta che l’ho annunciato alla mia famiglia ero ancora alle elementari. Scrivere mi è sempre piaciuto e può confermarlo Padre Giulio Besana S.I., mio professore di italiano durante i cinque anni di liceo classico qui al Leone XIII, costretto alla lettura delle infinite pagine che producevo durante i temi.

Come ti ha aiutata il Leone XIII ad approdare nel mondo del giornalismo?

Da questa scuola ho imparato a non arrendermi mai. Durante i cinque anni di liceo ho affrontato tante sfide e mi sono rapportata con persone completamente diverse da me sia nel corpo docenti che tra i compagni di classe. Se all’inizio leggevo gli screzi e le incomprensioni avute con alcuni di loro come un’ingiustizia, oggi devo ringraziare fermamente chi non ha mai ceduto al mio “caratterino” e mi ha tenuto testa per quei cinque anni. Mi hanno insegnato a credere fermamente nelle mie opinioni, mi hanno aiutata a crescere e a non accontentarmi e mi hanno donato quella giusta dose di “voglia di rivincita” che mi ha aiutata tantissimo in tutti questi anni e soprattutto mi ha spinta a volermi ritagliare un ruolo all’interno del quotidiano per cui scrivo.

Cosa potresti dire a chi, come è successo a te, si ritrova ad affrontare il liceo con qualche difficoltà e si sente scoraggiato?

Non mollate, per nessun motivo. Anzi. Affrontate tutto a testa alta. Piangete, urlate, strillate quanto volete. Passate le giornate a lamentarvi, monopolizzate l’attenzione di amici e parenti con le vostre crisi scolastiche. Ricordatevi però di fare tesoro di ogni minimo dettaglio, ogni più piccola esperienza, ogni 4 sul registro e ogni successo. Conclusi i vostri cinque anni di liceo il bilancio finale sarà sicuramente prezioso, ricco e variegato e ringrazierete il Leone XIII per avervi cresciuto e insegnato a cavarvela da soli, nel rispetto e nell’onestà legale e intellettuale.