Un giardino dedicato a Luigi Santucci

(fonte: sito Il sole 24 ore / askanews)

Luigi Santucci è stato Ex-Alunno dell’Istituto Leone XIII, maturità 1937.

Milano, 11 dicembre 2018

Il Comune di Milano ha intitolato il giardino di piazza del Tricolore allo scrittore Luigi Santucci, in occasione dei cento anni dalla sua nascita. Nel corso della cerimonia, a cui hanno partecipato un centinaio di persone, la moglie Bice Cima e i loro quattro figli, ha preso la parola, tra gli altri, l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno.

“Credo sia importantissimo capire la straordinaria importanza che Santucci ha avuto per la letteratura italiana, non soltanto attraverso la sua attività di scrittore – ha affermato Del Corno – ma anche attraverso le riflessioni critiche che hanno accompagnato progressivamente il suo lavoro e la sua attenzione al teatro, quindi a trasformare il linguaggio da parola scritta a parola agita e parlata sul palcoscenico”.

“Scrittore cattolico del dissenso” (come preferiva definirsi), ma anche poeta e drammaturgo, ritenuto tra i più importanti narratori milanesi della seconda metà del Novecento, Santucci partecipò alla Resistenza, prima con i partigiani della Val Cannobina e in seguito a Milano collaborando alla fondazione del giornale clandestino “L’Uomo” con David Maria Turoldo e Camillo De Piaz. Collaborò con diversi intellettuali come Bo, Sereni e don Primo Mazzolari, e fu influenzato dall’incontro con Montale, Quasimodo, Luzi e Vittorini.

Dopo essere stato finalista nel 1964 con “Il velocifero”, vinse il Campiello nel 1967 con “Orfeo in paradiso”. Scomparso a 80 anni nel 1999 ha lasciato oltre una 50ina di suoi lavori pubblicati, i più significativi permeati ora di una di una vena umoristico-satirica, ora fantastico-allegorica.

“Chi passerà ora da questo giardino e leggerà questo nome, spero venga invitato ad approfondire il desiderio di leggere le opere di Santucci, dalla più famosa “Il velocifero”, alle altre che nel corso della sua instancabile attività di scrittore ha realizzato e pubblicato” ha proseguito l’assessore alla Cultura, concludendo “anche perché la storia della letteratura del secolo scorso è fatta in certi casi di lacune, di dimenticanze o di sottovalutazioni che occasioni come queste forniscono l’opportunità di colmare”.