Semplicemente Uberto

Il 10 novembre 2020 ci lasciava Padre Uberto Ceroni. Il ricordo affettuoso di Mariella Malaspina e Nicolò Codini da Tuttoleone di dicembre 2020

Padre Ceroni (per me, semplicemente Uberto) ha accompagnato – con la sua calda amicizia, il consiglio ponderato, l’affettuosa vicinanza nelle difficoltà – una notevole parte della vita, mia personale e dell’intera mia famiglia.

Per questo, mi riesce molto difficile esprimere in breve – e nella commozione del momento presente – le emozioni e i ricordi di più di cinquant’anni trascorsi lavorando di fianco a lui e condividendo la sua stessa passione educativa attraverso la scuola e il medesimo attaccamento al Leone.

La memoria mi restituisce spezzoni variegati: camminate con i ragazzi a Gressoney arrancando dietro il suo lungo passo cadenzato, ma inesorabile; chiacchierate nel suo o mio studio sulle tematiche più impensate (fino all’ultimo si è interessato di tutto!); ritiri spirituali per gruppi molto diversi fra loro; riunioni conviviali con alunni, ex alunni o compagni di viaggio; studi di situazioni scolastiche o ecclesiali; congressi internazionali; pellegrinaggi…

La sua forte carica umana, che lo ha sempre portato ad intrecciare con tutti conversazioni intelligenti e simpatiche, sempre ben documentate, si associava all’autoironia, specialmente sul la caratteristica del suo naso, decisamente pronunciato.

Di lui molti apprezzavano anche la semplice e cortese signorilità con cui salutava sorridente chiunque passasse negli ampi corridoi leoniani.

E quale gioia era per lui poter raccontare della sua amata Padova, di cui ripeteva sempre che “anche le pietre parlano”! Lì era nato, era stato battezzato nella chiesa degli Eremitani (prossima alla Cappella degli Scrovegni) ed era anche stato insegnante di religione e vicepreside in un liceo scientifico statale durante gli anni tumultuosi della contestazione.

Aveva il dono della parola, che usava nelle omelie (mai lunghe e mai messe per iscritto!) e in incontri e conferenze di ampio spettro, richieste anche dalle realtà culturali più varie. Tuttavia la sua esposizione era sempre chiara, sobria, senza retorica.

Nei colloqui singoli, poi, riusciva con saggezza a scoprire sempre il pertugio attraverso cui penetrare nell’anima delle persone, e in questo lo aiutavano gli studi di psicologia che egli ha sempre coltivato ed approfondito.

Quanti matrimoni, battesimi, funerali ha celebrato! Molti suoi ex alunni si rivolgevano a lui per queste cerimonie, ricordando le sue intense lezioni di religione.

Sosteneva giustamente che sono soprattutto quelle le occasioni in cui un sacerdote può arrivare anche ai lontani, ai non praticanti o ai non credenti, che prendono parte a queste ricorrenze per senso del dovere o per circostanza.

Scelgo solo uno dei numerosissimi e vividi ricordi di esperienze vissute insieme: la salita silenziosa, nel buio della notte, con un gruppo di amici comuni, sul monte Sinai e la celebrazione eucaristica lassù, in cima, allo spuntare del giorno, mentre le stelle scomparivano una ad una; si percepiva davvero la sensazione di essere tra cielo e terra…

Oggi, il suo ricordo ed esempio ci fanno sentire ancora più forte la responsabilità impegnativa di trasmettere, in qualche modo e nel nostro piccolo, quanto abbiamo ricevuto da lui, cercando di vivere nel quotidiano la spiritualità ignaziana che egli tanto amava e da cui era stato profondamente alimentato (e come avrebbe potuto essere diversamente?).

E da lassù, come molti altri padri che ci hanno accompagnato, ci aiuterà a “desiderare” di essere “donne e uomini per gli altri” “ad maiorem Dei gloriam”.

Grazie, Uberto, di tutto cuore!

Mariella Malaspina

Nostro Signore aveva dotato Uberto Ceroni di un dono straordinario: la luce dell’animo.

Padre Ceroni ti leggeva nel profondo, celebrava la Santa Messa con spontanea sacrale gravità, esponeva nelle sue prediche argomenti che potevano essere difficili, ostici o dolcissimi, ma che sempre invadevano, travolgenti, l’animo dei presenti.

Col suo vocione profondo, senza mai tuonare, ma quasi sommessamente, trovava il modo per far vibrare le note più sensibili nel cuore di tutti. Anche dei non credenti, anche degli scettici.

Nostro Signore gli aveva regalato una luce, dolce o abbacinante, secondo le necessità dell’occasione.

Ci mancheranno la sua saggezza, la sua visione sicura della vita, il suo sostegno vibrante a ognuno di noi.

Nicolò Codini